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Il mercato dell’ e-Commerce nel mondo

La vendita on line di prodotti e servizi ha rappresentato nel 2015 il 7,4% del totale del mercato di vendita al dettaglio a livello globale: complessivamente 1.671 miliardi di dollari, oltre 350 miliardi di dollari in più del 2014. Entro il 2019, questo valore sarà più che raddoppiato per raggiungere i 3.578 miliardi di dollari, pur continuando a rappresentare solo una frazione (12,8%) degli acquisti al dettaglio totali.1

Per quanto riguarda il mercato B2B, si stima che il fatturato e-commerce mondiale raggiungerà i 6.700 miliardi di dollari entro il 2020.

Il mercato dell’ e-Commerce in Europa

Il valore dell’e-commerce in Europa è stimato essere 477 miliardi di dollari nel 2015 con Regno Unito, Germania e Francia che coprono circa due terzi del fatturato totale. Al settimo posto dopo Russia, Spagna e Olanda si posiziona l’Italia. Le vendite on line europee con il 7,3% sulle vendite al dettaglio superano, seppur di poco, il 7% statunitense, ma nel sud Europa a stento si arriva al 2%.2 Nel Regno Unito il fatturato dalla vendita on line di beni ha raggiunto i 60 miliardi di sterline nel 2015,3 confermando questo Paese come leader nel peso dell’on line sulle vendite al dettaglio:, con il 14,5% nel 2015 e 19,3% nel 2019. In forte crescita, sempre nel Regno Unito, è il mobile commerce, che oggi rappresenta un terzo delle vendite. Nel 2019 si prevede che arriverà a rappresentarne il 43,7%.

Dal 1 gennaio 2015 nella vendita di beni digitali e servizi all’interno della Comunità Europea si applica l’IVA del paese di provenienza del cliente. Per questo motivo società con base in Lussemburgo come ad esempio Skype non beneficeranno più delle tassazioni agevolate IVA. Per agevolare gli esercenti che ora devono gestire percentuali di IVA differenziate per ogni nazionalità dei clienti sono stati predisposti dei centri dedicati, come ad esempio il MOSS, costituito in Italia dall’Agenzia delle Entrate.

Per i beni fisici questa norma non è ancora operativa e quindi si evidenziano le forti differenze di IVA: in alcuni paesi come Malta o Cipro è al 18% mentre in altri come Svezia o Danimarca è al 25%: Questa differenza è ancora più marcata per alcune tipologie di beni, come i vestiti per bambini allo 0% in Gran Bretagna.

Il mercato dell’ e-Commerce in Italia

In Italia sono 16 mila le aziende che fanno commercio elettronico nel 2016 e arriveranno a 50 mila nel 2025. Un terzo di esse è localizzato in due regioni: Lombardia (3 mila) e Lazio (1.840). Seguono Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana.4

Gli italiani che hanno accesso a internet (utenti unici attivi nel mese) sono 28,7 milioni, quasi un milione in più del 2015 quando erano 27,8 milioni, e rappresentano circa il 52% degli italiani dai 2 anni in su, collegati da tutti i dispositivi (desktop, smartphone e tablet). Circa 21,7 milioni di italiani accedono alla Rete nel giorno medio, navigando mediamente per due ore. Cresce l’accesso a internet da dispositivi mobili come smartphone e tablet, con circa 22,3 milioni di utenti attivi nel mese. Il 75,8% degli utenti on line, 21,8 milioni, ha visitato almeno un sito o applicazione dedicato all’e-commerce, dedicandovi in media 1 ora e 39 minuti.5

Il valore del fatturato dall’e-commerce è stimato in 28,8 miliardi di Euro nel 2015. Il fatturato delle vendite on line è cresciuto complessivamente del 19% rispetto al 2014. A generare questo fatturato è soprattutto la presenza già marcata, e in continua crescita, dei grandi player internazionali che si stanno posizionando anche in nuovi settori come alimentare e moda.

Il 2015 è stato un anno importante per l’e-commerce alimentare in Italia, che inizia lentamente a colmare il divario con gli altri Paesi europei. Questo grazie alla crescita dei player locali, ma soprattutto all’arrivo di player internazionali che sono entrati sul mercato attraverso progressive acquisizioni. Just Eat ad esempio, società londinese, ha acquisito Clicca e Mangia a Milano, DeliveRex a Roma, HelloFood Italia e PizzaBo. Quattro società acquisite per 125 milioni di euro. Oggi 3.500 ristoranti in Italia utilizzano Just Eat. Solo PizzaBo nel 2015 aveva consegnato 3 milioni di pizze. Dato che le acquisizioni di questi gruppi sono in tutto il continente, in questo settore si evidenzia una competizione a livello europeo. Sempre nel settore alimentare il 2015 è stato l’anno del lancio di Amazon Prime Now per la consegna della spesa a Milano e in 34 comuni dell’hinterland. Lanciato in Italia a novembre 2015, permette l’acquisto di oltre 20 mila prodotti grocery e di altre tipologie, inclusi prodotti freschi, e da febbraio 2016 anche oltre 30 tipologie di frutta e verdura fresche. L’acquisto è possibile esclusivamente via mobile app, con consegna a domicilio dalle 8 a mezzanotte tutti i giorni della settimana, entro un’ora dall’acquisto in alcune zone e nella fascia oraria preferita dal cliente nelle altre zone.

Gli ultimi mesi hanno visto anche chiusure importanti come quella di PosteShop, confermando che sta giungendo al termine l’epoca delle sperimentazioni.

Il valore del fatturato e-commerce in Italia nel 2015 è stimato in 28,8 miliardi Euro, con una crescita del 19% sul 2014. L’e-commerce torna a crescere con una percentuale a due cifre, dopo due anni consecutivi di crescita inferiore al 10%.

Incremento del fatturato dell’ E-Commerc in Italia:

  • 2004: 1.645.683.000 Euro
  • 2005: 2.123.495.000 Euro  29 %;
  • 2006: 3.286.223.000 Euro + 55 %;
  • 2007: 4.868.336.000 Euro + 48 %;
  • 2008: 6.364.907.000 Euro + 31 %;
  • 2009: 10.037.544.000 Euro + 58 %;
  • 2010: 14.357.589.000 Euro + 43 %;
  • 2011: 18.970.504.000 Euro + 32 %;
  • 2012:21.154.120.000Euro +12%;
  • 2013: 22.337.275.000 Euro + 6 %;
  • 2014: 24.188.468.000 Euro + 8 %;
  • 2015: 28.850.766.000 Euro + 19 %.

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